Che cos'è il Dolore cronico e la fibromialgia
La fisioterapia nel dolore cronico e nella Fibromialgia
Il dolore cronico non è solo un dolore che dura nel tempo; è un vero e proprio cambiamento nel corpo e nelle abitudini di vita.
Accade in contesti di lombalgia che lascia strascichi anche qualora ci siano risonanze e indagini “negative”, in presenza di Fibromialgia, sindrome da stanchezza cronica, in molte persone con mal di testa con cui devono convivere.
Si parla di dolore cronico per ogni esperienza di dolore che dura da più di 8 settimane/3 mesi, ma spesso si distingue dal dolore acuto per la persistenza, la presenza di altri fenomeni quale la diffusione spaziale del dolore, la fatica, i disturbi del sonno, l'intensità del dolore. Interessa infatti spesso molte sfere della vita della persona e questo richiede un approccio terapeutico più amplio del singolo approccio passivo come il massaggio o la singola tecnica.
È una realtà poco nota, ma la scienza ci viene in aiuto ed iniziano ad esserci moltissime ipotesi che fanno chiarezza sulla fisiopatologia, la concretezza di questa realtà e che aiutano me come sanitario e la persona a capire come migliorare la propria qualità di vita. Ad oggi si sa infatti che alcuni processi di cronicizzazione del dolore possono essere reversibili ed esistono quindi strategie per promuovere una miglior modulazione del dolore, una de-sensibilizzazione del sistema nervoso e una miglior autogestione per capire come affrontarne le implicazioni.
Il lavoro in questi casi è multidisciplinare. Ma cosa vuol dire?
Vuol dire fare un percorso di cura che integri un approccio al nostro corpo, alla nostra mente, al nostro metabolismo, cioè un percorso multidisciplinare dove la Fisioterapia e molte strategie conservative possono giocare un ruolo importante.
Risultano infatti spesso molto importanti anche l'alimentazione, la psicoterapia e nello specifico terapie cognitivo-comportamentali, approcci rivolti alla gestione dello stress e al lavoro sulla sfera psicologica e cognitiva, l'esercizio fisico, la rete sociale.
Nella Fibromialgia questo è particolarmente evidente; si tratta di una sindrome, cioè un insieme di sintomi che coinvolge moltissimi ambiti (psicologico, endocrino, immunologico) e apparati (disturbi gastro-intestinali, muscolo-scheletrici, ormonali, legati al sonno ed alla regolazione del ritmo sonno-veglia), ma ad oggi non esistono protocolli terapeutici ed il trattamento deve quindi essere personalizzato e incentrarsi su quello che si conosce come miglior evidenza nella gestione del dolore cronico.
Lo scorso anno ho quindi avviato un progetto proprio per persone con Fibromialgia - "Nel CORPO AttivaMENTE", che integrasse la tecnica del Training Autogeno ad un approccio fisico di esercizio e di movimento attivo. Il training autogeno è una metodica di rilassamento che parte dall'attenzione a degli stati corporei e porta ad un lavoro attivo sulla propria consapevolezza corporea, con benefici sull'elaborazione del dolore, la gestione della fatigue, il tono muscolare e i disturbi del sonno.
Nella Fibromialgia infatti appare sempre più importante, dai risultati della ricerca scientifica, promuovere approcci multimodali e incentrati su strategie attive e sulla gradualità nell'esposizione al movimento. Come? Con un approccio dolce, accompagnato da una presa di consapevolezza del significato del dolore cronico attraverso l'educazione al dolore.
A metà Novembre avrà inizio una nuova edizione del progetto presso lo studio Fisiometric in Via Pordenone 58, se interessat* o per maggiori informazioni potete contattarmi al 3483176658."

Ecco perché la Fisioterapia è uno dei possibili tasselli, ma va sempre resa sinergica con altri percorsi, quali la gestione clinica-farmacologica se necessaria, la terapia cognitivo-comportamentale, l’educazione, l’alimentazione e molti altri per cui sarebbe bello dedicare approfondimenti più esaustivi (se sei curioso puoi rimanere aggiornato nella sezione “BLOG”).
La Fisioterapia nel dolore cronico è sempre e imprescindibilmente personalizzata. Alle volte può prevedere l’accompagnamento ad esercizi aerobici o di resistenza progressivi, secondo il principio dell’esposizione graduale, mentre altre volte può venire in aiuto la Terapia Manuale o la massoterapia dolce per lavorare in contesti di dolore più acuto o per problematiche specifiche.
Il lavoro sarà comunque su obiettivi che investono la persona a 360°, quindi spesso non solo sul dolore, ma anche sulla fatica, sulla consapevolezza corporea (la cosiddetta interocezione), sulla forza, sulla funzionalità (come riuscire a fare un determinato gesto) o su adattamenti ergonomici, ambientali e di stile di vita.
Io lavoro da qualche anno soprattutto con persone che convivono con la Fibromialgia, sia individualmente che con corsi sul territorio (a Udine) dove integro le strategie di movimento e le conoscenze della fisioterapia ad altri ingredienti, quali il Training Autogeno, esercizi di respirazione e l’educazione al dolore.
In questo senso il mio ruolo è solo quello di guida per intraprendere dei percorsi sempre personalizzati e dosati sulla persona, sulla fase di malattia e sulle risorse a disposizione.
Ora si sa che anche nel dolore cronico si può e si deve agire per stare meglio; ai miei pazienti dico sempre che però ci vogliono in primis coraggio e desiderio per iniziare un percorso nuovo e ridefinire poi insieme i confini del sentiero terapeutico.

